WeAreThe99% – proiezione di DEBTOCRACY e dibattito

A un anno dalle lotte universitarie contro la riforma Gelmini e la trasformazione neoliberista delle università, che hanno anticipato l’indignazione globale contro la dittatura della finanza e dei mercati, dopo la fine dell’ennesima Conferenza delle Parti (a Durban) sul cambiamento climatico che dimostra come la crisi ecologica vada di pari passo con quella politica e sociale, tra governi tecnici, debito studentesco, austerità e rischio default…
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MERCOLEDÌ 14/12 h 16:30 AULA D @ FISICA, via CELORIA 16

proiezione di DEBTOCRACY

documentario sulla crisi del debito greco del 2010, proiettato nelle piazze di tutto il mondo

- a seguire dibattito sui meccanismi del debito, i piani di austerità e la crisi della democrazia, la diffusione globale dei movimenti WeAreThe99% e #occupyeverywhere… -

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www.sottotraccia.org >> libera rivista universitaria Sottotraccia, in preparazione il #7 su debito e crisi economica e finanziaria (scarica QUI il #6 appena uscito!!)
cittastudi.noblogs.org >> collettivo cittàstudi, informazione e lotta dentro e per l’università

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[CICLOF] Settimana aperta 17-21 ottobre

Da Lunedì 17 a Venerdì 21 non prendete impegni! In pausa pranzo venite a farvi un giro nel cortile interno della Facoltà di Agraria. Scoprirete cos’è e come funziona la Ciclofficina Ruota Libera, come potete partecipare e diventarne gestori. Ci saranno banchetti delle realtà attive nel quartiere (e non solo) con cui collaboriamo e abbiamo collaborato, dal Collettivo CittàstudiSottotraccia e tante altre.

Dalle 18 alle 19.30, da lunedì a giovedì, un’imperdibile settimana di corsi di riparazione. Ne uscirete esperti ciclomeccanici, pronti a diffondere il verbo secondo il motto: lo vedi, lo fai, lo insegni! I corsi sono gratuiti e aperti a tutti, ma la prenotazione è gradita. Scrivete a spazialtri@autoproduzioni.net.

E non è finita qui.. Giovedì sera tutti in critical mass e venerdì 21 la consueta apertura settimanale si trasforma in una festa continua, dalle 15 alle 19.30. Cosa volete di più? Vi aspettiamo numerosi!

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#4 Athens: Let’s go for the struggles of our generation!

Continua la rassegna internazionale con testimonianze dirette di studenti dalle piazze europee in lotta.

Ancora prima dell’inizio delle lezioni, e dopo un’estate di contestazioni, moltissime facoltà universitarie in tutta la Grecia sono occupate e gli studenti in mobilitazione contro l’ennesima riforma neoliberista del sistema formativo (come accade in Italia e in molti altri paesi). Sono attualmente più di 300 i dipartimenti universitari occupati, e si susseguono grandi manifestazioni di piazza che si intersecano con gli “indignati” di piazza Syntagma e i cortei contro le misure anticrisi che ne riversano i costi sulle fasce deboli della popolazione.

 

Mentre per il 15 ottobre è stata lanciata dagli Indignados spagnoli una giornata di mobilitazione globale contro le politiche di austerity e lo strapotere finanziario,  a settembre si terrano due importanti meeting transnazionali per connettere le lotte e gli attivisti di diversi paesi: a Barcellona dal 16 al 18 settembre ci sarà l’ HUBMEETING (seguibile in streaming) promosso dalle acampadas spagnole e dal Knowledge Liberation Front per tessere legami da una sponda all’altra del Mediterraneo e verso il 15 ottobre; a Tunisi dal 29 settembre al 2 ottobre si terrà un meeting internazionale, promosso da attivisti tunisini, dal KLF e da alcune reti antirazziste europee, per costruire una rete transnazionale di lotte.

NEW: dichiarazione finale dei partecipanti al meeting di Barcellona

 

 

Riportiamo sotto il comunicato stampa delle facoltà occupate di Atene del 1° settembre.

Per aggiornamenti: From the Greek streets , il blog delle occupazioni universitarie greche , Indymedia :: Athens .

 

COMUNICATO STAMPA

Organizzazioni studentesche e università occupate di Atene

 

Nel giorno dell’apertura ufficiale dell’anno accademico, il movimento studentesco, il personale universitario e l’intera comunità accademica dichiarano con orgoglio: questa riforma del sistema educativo sarà bloccata.

La nostra decisiva lotta è appena cominciata! Conta già 96 dipartimenti occupati in Università e Politecnici (aggiornamento: i dpartimenti occupati sono ora più di 200) e una grande manifestazione contro la riforma e la politica del governo (7000 manifestanti l’1 settembre ad Atene).

Dichiariamo la nostra disobbedienza alle decisioni politiche dell’alleanza PASOK-ND-LAOS (socialdemocratici – conservatori – estrema destra) e alle direttive della Troika (UE, FMI, BCE). Li avvisiamo che non ci tireremo indietro fino a che la riforma non sarà ritirata e si saranno dimessi quanti la hanno votata.

Non siamo affatto terrorizzati dall’odiata minoranza dei 250 membri del parlamento che, seguendo gli ordini della Troika e del FMI, hanno portato i giovani e i lavoratori sull’orlo del baratro.

Continueremo fino alla vittoria finale costruendo il nostro movimento nelle assemblee studentesche e col supporto attivo dell’intera comunità accademica.

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Valsusa NoTav: con la valle che resiste!

In questi anni non ci siamo limitati a parlare esclusivamente di università: abbiamo cercato di legare le rivendicazioni dei movimenti studenteschi a qualcosa di più ampio, per non ridurle a richieste corporative ed egoistiche. Questo qualcosa di più ampio per noi è innanzitutto la conquista di dignità, diritti, possibilità individuale e collettiva di decidere sulla propria vita, laddove qualcuno vorrebbe impedirlo. Ma non solo: è anche un’idea globale di società fatta di democrazia diretta e reale, solidarietà, autogestione delle proprie vite, contraria alle leggi del profitto che sempre più le oligarchie finanziarie impongono approfittando della “crisi” neoliberista/capitalista.

Con questo spirito, il riconoscersi tutti dalla stessa parte della barricata, ci siamo occupati anche di questioni legate al lavoro (a cominciare dall’esperienza della Innse), ai migranti, ai beni comuni, all’antifascismo, consci che un arretramento su un fronte significa cedere ovunque.

Con questo stesso spirito molti di noi domenica 3 luglio hanno partecipato alle enormi manifestazioni (70000 persone in tutto) che hanno assediato l’area del cantiere per la TAV in Valsusa, a Chiomonte.

La Valsusa è ormai un bene comune, uno dei fronti su cui cedere non è più possibile. Non è odio per il progresso, come molti sostenitori della Tav si affannano a sostenere. Da oltre 20 anni gli abitanti, organizzati in comitati popolari democratici, resistono contro un’opera distruttiva e illogica, imposta senza alcun serio dialogo né spiegazione, nel pieno stile delle “grandi opere” all’italiana dove prima contano i soldi stanziati e solo poi gli studi del progetto e delle sue conseguenze. Da 20 anni lo Stato risponde tirando dritto per la sua strada, usando la violenza di cui può disporre quando la resistenza della popolazione diventa pratica e non solo formale.

Questo è quello che è successo anche domenica 3 luglio, come rivendicato dai comitati popolari in conferenza stampa. Nessun fantomatico “black bloc”, come sostiene la guerra mediatica scatenata dalle grandi testate nazonali, solo una parte della guerra, reale e fatta di truppe d’occupazione, che lo Stato sembra avere dichiarato ai suoi cittadini. Nessun “black bloc”, ma semplicemente migliaia di valsusini che il lunedì prima, nella pioggia di lacrimogeni con cui è stata sgomberata la “Libera Repubblica della Maddalena”, hanno imparato che alle volte un casco e una maschera antigas sono necessari.

Quello che abbiamo visto domenica, la nostra verità, è quella raccontata dai comitati popolari: le truppe di occupazione che sparano lacrimogeni ad altezza uomo, pericolosi come proiettili, e lanciano oggetti di ogni tipo sulle persone che si stavano semplicemente avvicinando alle reti delle recinzioni provocando numerosi feriti, e da lì in poi l’esercizio del diritto alla resistenza popolare da parte dei valsusini e non solo, fatta, sì, anche di lanci di pietre e di quello che la montagna aveva da offrire. Lo stesso linguaggio delle rivolte urbane in nordafrica ed europa, la scelta di continuare con rabbia e determinazione di fronte a uno scenario che avrebbe concesso altrimenti solo un mesto ritorno a casa.

Cosa sono la dignità e il rispetto i valsusini l’hanno vissuto così, dimostrando ancora una volta che la valle quest’opera non la vuole e la vera democrazia la fanno le assemblee popolari tra una barricata e l’altra, e non il potere politico P1 P2 P3 P4…

Come studenti non possiamo che riconoscere l’importanza per tutti di questa lotta popolare, e diamo la nostra solidarietà ai valligiani ribelli, agli arrestati e ai feriti di domenica.

A sarà dura!

Collettivo CittàStudi – Universitari Milano

Per info e seguire gli sviluppi:   http://www.notav.info , http://www.notav.eu , http://www.infoaut.org .

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A proposito di conflitti tra Stato e cittadini:  “abbandonati dallo stato”, video  a cura dei “biologi in fermento” di Unimi, (autunno 2010).

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Di seguito una rassegna (non nostra) sul 3 luglio e il movimento NoTav:

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[CICLOF] Il 12 e 13 giugno 4 SI per l’acqua pubblica e contro il nucleare

Come ciclofficina “Ruota libera” riteniamo che, sebbene il voto non debba sostituire la presa di coscienza e la mobilitazione popolare dal basso, sia essenziale partecipare alle votazioni referendarie per difendere ancora una volta i beni comuni sotto attacco come l’acqua, la salute, l’ambiente.
E’ contraria ai nostri principi e alla nostra pratica di autogestione l’idea della privatizzazione di un bene pubblico fondamentale e vitale quale e’ l’acqua. Consideriamo inoltre devastante per l’ambiente e per la salute qualsiasi impianto nucleare. Gli impianti nucleari sono uno squalldo interesse delle lobby industriali e militari, disposte a produrre danni permanenti all’ambiente e alla salute per perseguire i propri interessi.
Siamo in più contrari a qualsiasi privilegio “ad personam”.
Per questi motivi invitiamo tutti ad andare a votare e far votare 4 SI ai referendum del 12 e 13 giugno.

Ciclofficina Ruota Libera

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#3 Paris: Ecoutez la colère des peuples!

Dopo le rivolte e gli scioperi contro la riforma delle pensioni che in autunno hanno visto lottare fianco a fianco studenti e lavoratori, a Parigi è arrivato il vento della rivoluzione tunisina! Qua sotto un’altra testimonianza diretta (vedi tutte) che uscirà sul prossimo numero della rivista universitaria SOTTOTRACCIA , in più segnaliamo l’appello per un meeting transnazionale in settembre in Tunisia (dopo quello di Parigi) lanciato da attivisti locali e del KLF durante il “liberation without borders tour”.

Vuoi contribuire a questa narrazione transnazionale? Scrivici: retazione @ libero.it !

 

Appunti da Parigi – Il contesto francese delle politiche d’austerità europee e l’incontro con l’esperienza rivoluzionaria tunisina

Dopo gli scioperi che hanno letteralmente bloccato tutta la Francia lo scorso autunno, la situazione sembra essere tornata alla normalità. Nonostante sia stata proprio la capitale francese ad aver ospitato, nel weekend dell’11-13 febbraio il meeting internazionale “For a New Europe: University Struggles Against Austerity”, occasione che ha portato alla nascita della rete Knowledge Liberation Front, Parigi non ha ancora (ri)visto le proprie strade riempite di gente.

Le singole lotte sociali certo continuano, come ne è un esempio lo sciopero, durato più di tre mesi, dei lavoratori della mensa dell’Ecole Normale Superieure – sostenuti dagli studenti – per la regolarizzazione del loro contratto; e non sono mancate le manifestazioni di protesta contro l’intervento militare francese in Libia.

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#2 Madrid: ¡Toma la calle! ¡INDIGNATE!

Continuiamo la rubrica internazionale con una testimonianza diretta dalla Spagna, o meglio Puerta del Sol a Madrid, epicentro della #spanishrevolution (“el pueblo unido funciona sin partido”) tuttora in corso con migliaia di cittadini accampati nelle piazze spagnole e non solo. In più, proponiamo questo interessante articolo del Deterritorial Support Group inglese sulle relazioni tra le rivolte nei diversi paesi, dalla “primavera araba” all’Europa, le reciproche contaminazioni e gli immaginari comuni.

To be continued…


EL PUEBLO UNIDO JAMAS SERA’ VENCIDO!

Lo scorso 7 aprile il movimento Juventud Sin Futuro (una rete di collettivi studenteschi che si occupa di problematiche post licenziatura), con l’appoggio di altri attivisti provenienti da diverse realtà madrilene, ha organizzato una manifestazione per protestare contro le scelte di qualsivoglia governo, che in questi anni ha condotto la popolazione succube del sistema capitalista in uno stato di mancanza di prospettive per il futuro, frustrando le loro speranze e garantendo solo disoccupazione e precarietà.


Questa manifestazione ha spianato la strada alla rottura di un equilibrio avvenuta domenica 15 maggio; con la nascita di una nuova associazione , Democracia Real YA, alla quale hanno aderito molti collettivi, centri sociali, organizzazioni, e in un primo momento anche alcuni sindacati, successivamente tagliati fuori in quanto tra i punti previsti dall’assemblea del gruppo “lavoro” è prevista per l’appunto la nascita di nuovi sindacati che tutelino di più o tutelino veramente i lavoratori.

Nell’arco di un mese DR YA ha organizzato una seconda manifestazione in data 15 maggio, invitando i cittadini spagnoli ad astenersi al voto per le elezioni amministrative del 22, così da dare un forte segnale alla classe dirigente esprimendo il loro dissenso e il loro non sentirsi rappresentati da nessuna forza politica del Paese. Prosegui la lettura »

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#1 London calling: Whose streets? Our streets!

Sta per uscire il numero 5 di SOTTOTRACCIA, rivista universitaria autogestita da studenti di diverse facoltà. Per la categoria ONE WORLD ONE STRUGGLE, anticipiamo l’articolo sulla situazione e le lotte in corso nel Regno Unito, la prima di una serie di testimonianze dirette di studenti da diversi paesi europei con cui è interessante confrontare la situazione italiana (per dire: una proposta inglese a proposito di tagli e meritocrazia … presto anche da noi???). Per Roma e l’Italia, val la pena leggere l’editoriale comparso sul quarto numero di “Sottotraccia”: Sotto l’onda, il fuoco: lo spirito del 14 dicembre .

Stay tuned…

 

GAME OVER – INSERT COINS?

Sulla semi-insurrezione di Londra al tempo della crisi

La sera del 26 marzo, Trafalgar Square è in festa dopo il grande corteo del pomeriggio. Quando viene bersagliato l’orologio del countdown per i giochi olimpici, destinati come Expo2015 a un lascito di devastazione del territorio, per la polizia è solo un pretesto per sgomberare. La piazza viene circondata e si ingaggia l’ennesima, lunga battaglia di posizione con barricate in fiamme, scaramucce, arresti fino a tarda notte.

Non è che l’epilogo di una giornata straordinaria, definita da qualcuno la “semi-insurrezione di Londra”, con mezzo milione di persone in piazza nel corteo nazionale indetto contro le politiche di austerity del governo. Prosegui la lettura »

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Napoli: candidati con le lame attaccano gli studenti

Come collettivo CittàStudi aderiamo al comunicato dell’Assemblea di Scienze Politiche in merito ai gravi fatti accaduti a Napoli dove gli studenti di Lettere sono stati aggrediti mentre ripulivano dalle svastiche i muri della facoltà da esponenti del neofascismo locale (con la connivenza della classe politica), usati ancora una volta contro gli studenti che esprimono una critica e un’alternativa. Da parte nostra (mentre il 29 a Milano si inaugurano le commemorazioni per i defunti Ramelli, Pedenovi e Borsani proprio in CittàStudi, quando però la questura ha vietato la deposizione della corona di fiori alla lapide di Gaetano Amoroso, antifascista accoltellato il 27 aprile del 1976)  solidarietà agli studenti aggrediti.

Collettivo cittaStudi, da sempre antifascisti.

[Guarda a proposito di connivenze: la polizia espone simboli fascisti nel commissariato di CittàStudi a Milano]

Napoli: Candidati con le lame attaccano gli studenti

Nella mattinata del 29 aprile tre studenti e compagni sono stati aggrediti nei pressi della facoltà di Lettere della Federico II a Napoli. I compagni del collettivo di lettere stavano ripulendo le mura dell’università dalle scritte inneggianti al nazismo comparse la notte precedente.

Tra i protagonisti di quanto successo, oltre agli esponenti di Casa Pound, vi è un candidato del Pdl alle elezioni comunali. La reazione dei neofascisti si colloca in un clima di perfetta riabilitazione dello stesso fascismo quale strumento per la perpetuazione della società esistente: a Roma il 28 aprile erano stati aggrediti tre studenti del collettivo Senza Tregua, mentre il 29 a Milano si inaugurano le commemorazioni per i defunti Ramelli, Pedenovi e Borsani, quando però la questura ha vietato la deposizione della corona di fiori alla lapide di Gaetano Amoroso, antifascista accoltellato il 27 aprile del 1976.

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23 aprile a Lambrate: sabato antifascista!

Iniziativa antifascista pubblica a Lambrate in vista del 25 aprile e della presenza neofascista nel quartiere, compresa la zona universitaria di CittàStudi !!

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