Il teatrino della politica – aneddoti padovani


Milano, martedì 16 febbraio 2010

 Questa sera in via Padova i fili si sono mossi ancora.

All’inizio della via, verso piazzale Loreto, un insolito dispiegamento di forze attira l’attenzione del gruppo non-cambogia.Ben 4 camionette coprono l’inizio della via, con tanto di uomini schierati.Immediatamente si accende l’animo del grupo che, parcheggiato il veicolo con cui viaggia, si muove in direzione del blocco.Telecamere, poliziotti, digos, finanzieri, operatori, un macello di attrezzature per la diretta. Ci avviciniamo, diamo un’ occhiata e ci fermiamo per guardare cosa fanno.Veniamo immediatamente raggiunti dagli agenti dell’unità politica:

"Mi scusi, potrebbe allontanarsi un attimo?"
"Ma noi non stiamo facendo nulla! Facciamo quattro passi e scambiamo due parole, stiamo solo guardando!"
"Senta, lei sa chi siamo noi, noi sappiamo chi è lei. Ci segua un secondo".

Ok, seguiamoli.Pochi metri prima della strettoia delineata dalle attrezzature sul marciapiede ci viene comunicato che il punto in cui siamo fermi noisarebbe stato chiuso, ma che avremmo potuto osservare anche da davanti alla telecamera, ma non da lì.

"Ok, ok , ce ne andiamo"

Il gruppo si sposta, ha percepito il nome Santanchè e qualcosa d’altro, del tuipo: "Arrivano tra poco",e si decide di aspettare.Non sappiamo bene dove metterci, ci infastidisce la telecamera ma vorremmo sentire,per ingannare l’attesa ci spostiamo dall’altro lato della strada, fumiamo una sigaretta ed intanto iniziano ad arrivare gli spettatori(è palese il fatto che si siano dati un appuntamento…). Tra questi si riconosce qualche leghista della zona, in particolare il capo del comitato di quartiere,al che, sicuri di avere la folla che ci protegge dalla telecamera, ci spostiamo sull’altro lato. Per cortesia, dato che ci guardavano male un po’ tutti, andiamo da un giovane in borghese per chiedere il permesso di ‘sosta’:

"Le da’ fastidio se stiamo qui?"
"Ma no, non c’è problema, tanto dovete solo guardare… no?"
"Sì sì certo"
"Ma ne arriveranno altri di voi?"

"Sì, un migliaio da quella parte".

In un primo momento il giovane si gela, poi ci pensav su un secondo,vede la promozione in lontananza e corre dal suo capo:

"Capo, capo! Gli autonomi ci stanno raggiungendo, arriveranno da lì in tanti!".

La reazione è immediata, vengono fatti schierare gli uomini, si annulla la trasmissione, la Santanchè viene allontanata, tutti si infilano i caschi:

"Pronti, pronti! Stanno arrivando, state pronti!".

Noi moriamo dal ridere sullo sfondo. Scuoto la testa e scaccio i pensieri: "Ma no, chi dovrebbe arrivare?".La trasmissione quindi inizia, il "popolino" della destra che si raduna in questa piovigginosa giornata aumenta, sono quasi una ventina. Una solitaria bandiera del PdL sventola casualmente da un balcone dietro la telecamera. Intano gli abitanti del quartiere guardano la scena un po’ stupiti, non capiscono che succeda ma non si sbilanciano neppure più di tanto a chiedere; la maggior parte di loro è li per prendere l’autobus. D’un tratto arriva un’ auto blu con autista, una persona bruttissima scende e si fa spazio tra la "folla" ,seguita da una strana maschera dalle sembianze umane. La Santanchè è arrivata e, di profilo, ci sembra abbia un lifting da assomigliare a Robocop senza casco, è immediatamente seguita da un essere sottile. Ci mettiamo un po’ a focalizzare, sembrerebbe la figlia o qualcosa di simile. La ragazza trova una sua amica: "Cavolo piove, mi si arricciano i capelli!" esclama, smanettando con l’Iphone in mano. Dopo un primo sbandamento il gruppo decide unanimamente che è un cesso, rimane da risolvere la questione se abbia un bel culo o meno..Il digotto che ci segue ride sotto i baffi che non ha (dato che erano in borghese pure quelli). Vista la monotonia dello show non ancora iniziato del "popolino" parliamo con due ragazzi immigrati che seguono la scena:spieghiamo loro chi sono quelle persone e veniamo presi prima per leghisti, poi per sbirri, poi finalmente ci capiamo, ma solo dopo un momento di esitazione lunghissimo dovuto ad un affermazione sottilmente ironica di uno del nostro gruppo: "se volete guardare al massimo è a me che dovete dare 10 euri".Uno di loro due è clandestino, lavora come pizzaiolo in nero in un ristorante gestito da un italiano, ci racconta che quando ha trovato questo lavoro gli è stato detto "O lo prendi in nero o te ne cerchi un altro" . Prende 1.200 euro al mese, dice che se fosse stato regolare ne avrebbe presi 1.600.  Il suo amico è un fabbro ed ora è disoccupato, permesso di soggiorno o meno in questo momento lui ce l’ha in quel posto.Ci dicono che sono amici del ragazzo morto, che lo conoscevano;noi diciamo loro di venire venerdì, ma scopriamo che sapevanmo già dell’appuntamento e ci avevano già pensato:

"Dobbiamo portare il coltello?"
"No, no, nessun coltello, a quella manifestazione dobbiamo essere tutti assieme: africani, sudamericani, asiatici ed italiani.
Non deve succedere nulla di brutto!"
"Non succede nulla di brutto, ma se io vedo u’ razista (l’errore restituisce l’enfasi, n.d.a.) succede, succede"
"No stai tranquillo, i razzisti non vengono".

Salutiamo i nostri amici e ci allontaniamo sotto la pioggia dalla marea di cazzate e di poliziotti che si concentrano in quel posto man mano che la trasmissione va in onda…

Magari nessun razzista si farà vedere, o magari si.

E’ morto un ragazzo.

La mia povera via è diventata il teatrino della politica.

Ma, forse, qualcosa ha voglia di cambiare…..

 

 

Liberamente tratto da un fatto realmente accaduto.

Sid

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